Questa pagina contiene il diario del mio viaggio in Olanda di luglio 2026
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Al mattino prendo autobus e metropolitana, poi il treno fino all'aeroporto di Fiumicino, per
prendere l'aereo per Amsterdam. Avevo prenotatp un volo con la KLM, ma meno di 48 ore prima mi era
arrivata una email con la notizia della cancellazione del mio volo. La KLM mi ha così spostato su due voli
Lufthansa, con scalo di un'ora a Monaco di Baviera.
Faccio così il check-in con la Lufthansa e consegno il trolley. Dopo poco più di un'ora di volo arrivo a Monaco
di Baviera e, visto che è ora di pranzo, uso il tempo dello scalo per un pasto leggero in aeroporto.
Nuovo volo e finalmente atterro nell'aeroporto di Schiphol. Dopo il ritiro bagagli prendo un treno che
in soli 15 minuti mi porta nella stazione ferroviaria di Amsterdam Centraal. La stazione è grande e la facciata
esterna è molto bella. Prendo un tram per una sola fermata ed arrivo in Piazza Dam, che è la piazza
centrale di Amsterdam. Vedo subito la grande animazione di questa piazza, che ha su un lato il Palazzo Reale
e sull'altro un monumento moderno dedicato alle vittime olandesi nella seconda guerra mondiale.
Arrivo aubito al mio hotel, che è a pochi metri dalla piazza. Salgo in stanza e mi riposo un po', poi esco
e torno nella piazza, armato questa volta della mia fida reflex, con cui faccio varie foto e video.
Passeggio poi nella zona dei canali, davvero molto belli, e delle famose vetrine con le donne
esposte, che però sono quasi tutte chiuse e addirittura con molti cartelli "affittasi". Crisi delle vocazioni?
Non sapendo bene dove cenare, avvisto un ristorante italiano e decido di provarlo. Sono davvero italiani, sia il
proprietario che la cameriera che mi serve, e ne viene fuori una bella cenetta, anche se ai prezzi olandesi.
Torno infine nel mio hotel per la notte.
Faccio colazione in hotel, poi esco e attraverso una Piazza Dam completamente deserta nel fresco
mattino olandese. Prendo un tram e raggiungo in pochi minuti Museumplein, il vasto piazzale che
ospita ben 3 musei. Ho prenotato e pagato online la visita al Rijksmuseum, il museo d'arte più grande
della città. Quando arrivo mancano 10 minuti all'apertura, per cui aspetto in una lunga fila, che poi però scorre
rapida una volta aperti i cancelli.
Il museo è davvero molto grande e ben organizzato. Il pezzo forte è la Galleria d'Onore al secondo piano, che
ospita molti bei dipinti del Seicento olandese, quello che loro chiamano secolo d'oro. Ci sono
le opere di Rembrandt van Rijn, Johannes Vermeer, Frans Hals, Jan Steen e molti altri.
Troviamo qui anche il famoso quadro "La Lattaia", di Vermeer, e la galleria termina con in fondo l'enorme
dipinto "Ronda di notte" di Rembrandt. Anche gli altri piani del museo sono molto interessanti e dedicati
ognuno ad un diverso periodo storico. All'ultimo piano c'è una piccola sezione dedicata all'arte moderna, con
alcuni dipinti di Mondrian, mentre un intero piano è dedicato all'arte antica e medioevale e un altro alla
pittura dal Settecento in poi. E Van Gogh? Forse un solo quadro, ma il motivo è che a lui è dedicato
un intero museo, che visiterò nel pomeriggio.
La visita del Rijksmuseum dura alcune ore e alla fine sono abbastanza stanco. Esco e vado a pranzo vicino ad un
canale che scorre nei pressi, comprando prima un biglietto per un successivo giro in barca. Pranzo con
calma, faccio foto ai canali, poi mi reco al vicino molo da cui parte il giro dei canali. La barca non è enorme
e questo consente di arrivare anche nei canali più piccoli e stretti. Il percorso è davvero scenografico e
il timoniere ci spiega man mano ciò che stiamo vedendo. Vediamo così le case tradizionali, con le pareti
inclinate in avanti, così fatte per issare i mobili dall'esterno, viste le porte molto strette. In molti
canali ci sono ormeggiate delle chiatte che sono fisse e sono usate come abitazioni, con tutti i comfort. A quanto
pare c'è chi decide di vivere così e il costo delle case acquatiche è molto alto. Vediamo anche i principali
palazzi e monumenti dal basso, navigando non solo nei canali ma anche nel largo fiume Amstel, che attraversa
la città.
Finito il giro in barca, è ora di visitare il Museo Van Gogh, per cui mi ero prenotato (per fortuna, perché
altrimenti i biglietti per oggi erano esauriti). Il museo si articola su tre piani, ordinati cronologicamente,
dai primi quadri giovanili agli ultimi, fatti pochi giorni prima di morire. Si può quindi seguire in parallelo
la vita e le opere di Vincent Van Gogh e sono presenti molti dipinti, tra cui un famoso autoritratto
e i famosi girasoli. Noto tuttavia la quasi aassenza di alcuni periodi della sua vita, come quello in cui
sposò una prostituta per alcuni anni. E anche i quadri potevano essere più numerosi, anche se bisogna tener conto
del fatto che ce ne sono moltissimi in vari musei in tutto il mondo.
Finita la visita del museo vorrei cenare, ma i locali nei pressi stanno per chiudere, così prendo il tram e
ritorno a piazza Dam. Trovo nei pressi un ristorante collegato ad un hotel e decido di provarlo. Vorrei qualcosa
di olandese, così ordino un piatto con baccalà panato e fritto, patate fritte e insalata mista. Ora, non so se
gli olandesi fanno così, ma il pesce è fritto così a fondo da essere quasi immangiabile e così pure le patate
fritte. Mangio meno della metà del piatto e vado via, annullando il dessert e non lasciando alcuna
mancia. Poi torno nel mio hotel per la notte, dove mi accorgo di aver dimenticato un maglioncino di lana
nella hall del Museo Van Gogh...
Al mattino faccio colazione in hotel, poi esco e compro qualche ricordino in un negozio su
piazza Dam. Torno poi al Museo Van Gogh con il tram, per vedere se riesco a ritrovare il mio maglione
di lana. Vado al punto informazioni, descrivo il maglione e, incredibilmente, me lo restituiscono! Lo avevano
messo da parte tra gli oggetti smarriti. Sono davvero molto contento, anche perché a Roma difficilmente
sarebbe successa una cosa simile...
Torno su piazza Dam e vado a visitare la Nieuwe Kerk, la chiesa "nuova", comunque molto antica, che si
trova sulla piazza, su un lato del Palazzo Reale. In realtà non è usata come chiesa, ma vi si sta tenendo una
mostra fotografica, quella del World Press. Pago il biglietto e visito la mostra, che comprende una
serie di mini reportage da varie zone del mondo, da tutti i continenti, tutti interessanti e qualcuno
persino commovente.
Uscito dalla chiesa, pranzo in un ristorante lì accanto, su piazza Dam, poi prendo il tram e vado alla stazione
ferroviaria Amsterdam Centraal. Vorrei coomprare il biglietto per il viaggio di domani (ma c'è molta
fila e decido di comprarlo online) e poi spedire delle cartoline ai parenti in Italia, che è un'impresa
davvero complicata in Olanda, visto che le buche delle lettere sono quasi inesistenti e spesso per spedire
ci si deve recare in un negozio di servizi che ha una convenzione con le Poste.
Alla fine devo attraversare tutta la stazione per trovare un negozio con buca delle lettere e con l'occasione
esco sul lato nord della stazione, che dà su un braccio di mare che ha sull'altro lato il moderno quartiere
di Amsterdam Noord. Ci sono traghetti gratuiti che portano lì, ma mi limito ad osservare il
panorama per un po', poi trovo un ufficio delle ferrovie vuoto e compro il biglietto per domani, riattraverso
la stazione e vado a piedi verso la zona dei canali orientali e del quartiere a luci rosse, dove
paradossalmente si trova la Oude Kerk, la "chiesa vecchia", che è l'edificio più antico esistente in città.
Pago il biglietto e visito la Oude Kerk, che però all'interno risulta alquanto deludente. Innanzitutto,
essendo una chiesa protestante, come quasi tutte le chiese olandesi, è priva di statue e senza quadri,
quindi molto austera. Oltretutto questa non è neanche ben tenuta, ci sono dei lavori e delle zone del
pavimento sono cosparse di spessi strati di sabbia... Mi dicono che lo stato olandese è così laico,
che i lavori di manutenzione di queste chiese, che sono anche dei monumenti, è tutto a carico dei volontari.
Finita questa visita, continuo la lunga passeggiata e torno al mio hotel, dove riposo per un paio d'ore. Poi
esco, prendo il solito tram e mi fermo vicino al Vondelpark, il principale parco del centro città.
Passeggio per il parco, in questo giorno molto fresco, come i due precedenti, attraversando i prati e vedendo
il laghettom con fontana centrale ed anatre d'ordinanza. Alla fine trovo un bar nel verde e decido di cenare qui,
con una specie di pizza, che non risulta né eccezionale né abbondante. Poi torno in tram verso piazza Dam e il
mio hotel, per l'ultima notte ad Amsterdam.
Al mattino faccio la solita colazione in hotel, poi faccio il check-out e lascio la struttura.
Prendo un tram su Paleisstraat e arrivo alla stazione centrale di Amsterdam, dove uso il mio biglietto per
superare i tornelli e poi prendo il primo treno disponibile per Den Haag, che noi chiamiamo L'Aia.
Non ci vuole molto ed alle 9.45 sono già arrivato. Faccio circa 400 metri a piedi ed arrivo al mio hotel. Vorrei
lasciare la valigia in deposito, ma mi dicono che per un piccolo prezzo posso già entrare in stanza e così accetto.
Sistemo la valigia, riposo per forse 10 minuti ed esco subito per iniziare la visita della città.
Per prima cosa vado a prendere un tram e raggiungo in pochi minuti il Vredespaleis o Palazzo della Pace,
dove ha sede la Corte Internazionale di Giustizia. Il palazzo non è normalmente visitabile, ma è molto
bello da vedere e fotografare dall'esterno. Fatte le foto, riprendo il tram e torno nel centro.
Vedo dall'esterno il palazzo del Binnenhof, dove ha sede il Parlamento olandese, che dà su un laghetto
quadrato, lo Hofvijver. Tutto intorno ci sono dei lavori di ammodernamento, per cui il lato opposto del
Parlamento non è raggiungibile. Arrivo poi sulla Het Plein, la storica piazza centrale, anche questa in
parte occupata dai lavori in corso. Mi fermo in uno dei tanti locali presenti sulla piazza e pranzo lì.
Torno poi in hotel e riposo un paio d'ore. Quando esco di nuovo, prendo il tram n. 1 e raggiungo in circa 20 minuti
Scheveningen, sul mare del Nord. Qui c'è una spiaggia enorme ed un lungomare molto ampio e pieno di
locali di ogni genere. C'è anche un lungo molo a due piani, chiamato De Pier. Percorro il piano superiore
del molo fino alla fine, dove c'è una ruota panoramica (ferma) e una torre da dove si può fare
"bungee jumping" (che non è per me...). Ma è molto bello essere qui, con un clima ora più caldo, il vento
del mare che scompiglia i capelli e le lunghe onde che si infrangono sulla spiaggia. Quasi paradossale, ma sono
al mare in Olanda!
Nel ritorno sul molo passo nel piano inferiore, coperto, prendo un gelato in uno stand e poi un caffè in un bar
sulla spiaggia. Mi rendo conto che praticamente tutti i negozi qui sono gestiti da immigrati, soprattutto di
origine araba, per cui Scheveningen assomiglia davvero ad un pezzo di Medio Oriente.
Decido di cenare in un ristorante italiano sulla spiaggia, con del pesce spada alla griglia. Più o meno
l'italiano lo parlano, anche se qualche cameriere con accento strano, vai a sapere...
Dopo cena riprendo il tram n. 1, torno in centro e raggiungo il mio hotel per la notte.
Esco al mattino dopo colazione e raggiungo a piedi il museo Mauritshuis, con il biglietto
acquistato online in precedenza. Il museo è più piccolo di quelli di Amsterdam, ma contiene dei capolavori di
Rembrandt, Jan Steen e Vermeer, di cui è presente il famoso quadro "La ragazza con l'orecchino di perla".
Visito con calma il museo, poi compro dei ricordini nel loro shop, tra cui una bella riproduzione del quadro di
Vermeer, poi esco e pranzo in un locale del centro storico, con hamburger e patatine, senza infamia e senza lode.
Torno poi in hotel per riposare un po'. Nel pomeriggio esco di nuovo, con il clima che è ora decisamente caldo, e
vado a visitare il museo "Escher nel palazzo", dedicato alle stampe matematiche e surreali di Maurits Cornelis
Escher. Il museo è interessante, ma non molto vasto, per cui non ci vuole molto tempo per visitarlo.
Cerco poi un posto dove cenare e finisco in una galleria commerciale, dove mangio in un bar ristorante, con della
carne di pessima qualità. Mangiare bene in Olanda è davvero un bel problema...
Torno poi in hotel per la notte, dove prima di dormire compro online il biglietto per il treno di domani.
Faccio colazione in hotel, esco e vado alla stazione ferroviaria di Den Haag, dove prendo il primo
treno disponibile per Delft, con il biglietto comprato online ieri. Il percorso dura solo 11 minuti e alle 9 in
punto sono alla stazione di Delft. Lascio il trolley nel mio hotel, che è proprio davanti la stazione ed ha
un'aria giovanile e moderna.
Proseguo poi a piedi nel centro storico di Delft, dove sono presenti molti canali, anche se tutti piuttosto
stretti. È davvero affascinante girare per questa città, che a quest'ora del mattino è quasi deserta.
Arrivo nella piazza centrale, il Markt, dove svetta il campanile (109 metri) della Nieuwe Kerk, che
però è ancora chiusa. Mi siedo su una panchina e faccio foto al Het Blauwe Hart, un grande cuore di vetro
blu che è diventato di recente uno dei simboli della città.
Quando la chiesa apre, entro per visitarla, pagando il biglietto di ingresso. La Nieuwe Kerk è ben tenuta
ed ha nella zona dell'altare un grande monumento funebre dedicato a Guglielmo I d'Orange, ovvero
Willem van Oranje-Nassau, il re che portò l'Olanda all'indipendenza, nel XVII secolo. Inoltre questa
è la chiesa in cui vengono sepolti tutti i membri della casa reale olandese, di molti dei quali sono visibili
i sepolcri.
Uscito dalla Nieuwe Kerk, arrivo con una breve passeggiata alla Oude Kerk, dove si entra con lo stesso
biglietto dell'altra chiesa. Questa chiesa è più antica, più piccola e meno ben mantenuta della prima, ma ha
all'interno delle belle ventrate a mosaico e poi la tomba di Johannes Vermeer, l'autore di quadri iconici
come "La lattaia" e "La ragazza con l'orecchino di perla". Vermeer nacque proprio qui a Delft, dove visse tutta
la sua vita.
Vado poi a pranzo in un ristorante che si trova sulla riva di un canale. Questa volta il cibo non è male: formaggio
croccante, le tipiche bitterballen ed i calamari fritti sono decisamente gustosi.
Dopo pranzo arrivo alla stazione, non lontana, e prendo un bus per raggiungere la Porceleyne Fles, che è
l'unica fabbrica rimasta a produrre le famose porcellane di Delft. Visito il loro museo, dove ci sono
opere incredibili come statue ed enormi mosaici, tutti realizzati con la porcellana. Compro un ricordino nel loro
museo e poi vado a prendere il bus.
Tornato alla stazioe, entro finalmente in hotel e riposo un paio d'ore nella mia stanza, che è inferiore alle
aspettative. Mentre gli spazi comuni sono sfavillanti e giovanili, persino con tavoli da ping pong e molti
luoghi dove lavorare con il computer, la stanza è molto piccola e scomoda, la peggiore di questo viaggio...
Finito il lungo riposino esco per la cena, torno nella zona dei canali e scelgo un ristorante che si trova
in una specie di isola al centro di un canale. Il luogo è scenografico e servono soprattutto carne.
La cosa strana è che le belle e bionde cameriere vogliono parlare solo olandese, dimenticano di darmi le
posate, devo chiederle, e non mi chiedono il grado di cottura della carne. L'impressione è che qui ci sia una
specie di sottile nazionalismo.
Finita la cena torno in hotel, prendo il computer, vado nell'area comune e mi metto qui a scaricare foto e video
sul pc, nonché a scrivere il diario del giorno. Prendo anche un gin tonic, poi salgo in stanza per la notte.
Al mattino faccio colazione salutista in hotel, nel senso che c'è abbondanza di frutta e cibi
salati, ma totale assenza di dolci... Poi faccio il check-out e vado proprio di fronte, nella stazione ferroviaria
di Delft. Questa volta non ho comprato alcun biglietto, ma, visto che in Olanda il sistema è simile a quello
giapponese, con tornelli in ingresso ed uscita, mi basta passare la carta di credito sul tornello per entrare e poi
prendere il treno di mia scelta.
In 15 minuti appena di viaggio arrivo alla stazione di Rotterdam Centraal ed esco scrisciando di nuovo la
carta di credito sul tornello di uscita. In questo modo si paga la somma esatta per il viaggio appena effettuato.
Faccio circa 400 metri a piedi e raggiungo il mio hotel, dove, dopo una breve fila, lascio in deposito il mio
trolley.
Prendo poi un tram e raggiungo in pochi minuti il Depot del museo Boijmans van Beuningen. Il museo
vero e proprio è chiuso per restauri da tempo e non si sa bene quando riaprirà, quindi la struttura che tiene in
deposito oltre 100.000 opere è stata resa visitabile.
È un po' presto e devo aspettare 20 minuti per la tarda apertura del Depot, tempo che uso per fare foto e
video al palazzo che ospita il Depot, che ha la forma di una tazza ed è tutto rivestito a specchio.
Un palazzo davvero spettacolare, un inizio di quello che mi aspetta a Rotterdam, città piena di architettura moderna,
spesso molto originale.
Una volta entrato nel Depot, inizio la visita dei vari piani, dove si possono ammirare alcune opere e gettare uno
sguardo negli immensi depositi, tutti a clima rigorosamente controllato. Partecipo anche ad una breve visita
guidata nel deposito delle opere in carta, dove la guida del museo (che ha i nonni italiani!) ci mostra
persino dei disegni di Rembrandt, a mezzo metro di distanza. Dopo 15 minuti dobbiamo uscire, perché l'umidità dei
nostri respiri metterebbe a rischio la conservazione delle opere d'arte.
Continuo la visita del Depot e poi salgo all'ultimo piano, dove c'è una terrazza panoramica e verde, con anche il
ristorante Renilde. Essendo ora di pranzo, decido di fermarmi qui e ordino un piatto di formaggi ed una birra
analcolica. Prima sorpresa, i formaggi sono di tanti tipi diversi, ma quelli olandesi non ci sono... Poi il cameriere,
che sicuramente sa l'inglese (come il 90% degli olandesi, specie poi in un museo) mi parla solo in olandese, mi
fa aspettare molto tempo e dimentica di darmi le posate, per cui devo chiederle. Più tardi, quando chiederò
un caffè, mi farà aspettare più di 20 minuti. Un atteggiamento davvero strano e sicuramente poco cortese.
Come ho già visto nell'ultimo ristorante di Delft, a quanto pare in Olanda si sta diffondendo un becero
nazionalismo che rischia di rovinare non poco l'esperienza di viaggio.
Vicino a me si siede un gruppo di cinque donne olandesi di mezza età e si mettono a chiacchierare. Non è chiaro
se c'entrino qualcosa col museo, loro dicono di essere di Amsterdam, ma sono molto curiose per il fatto che sono
italiano. Una di loro ha viaggiato in Italia e almeno loro sono simpatiche.
Finito il pranzo, lascio il Depot. Consiglio: visto che fanno pagare 25 euro per poche opere e tante mura
e visto che nel ristorante Renilde sono pigri con gli stranieri, meglio limitarsi ad ammirare il bellissimo
esterno del Depot (gratis) e poi andare subito via per visitare altri luoghi.
Vista la mancanza di linee di trasporto per la mia destinazione, cammino e attraverso anche un parco, per arrivare
alla torre Euromast. È una tipica torre televisiva, qui necessaria perché di colline non c'è neanche
l'ombra, dove si può salire per ammirare il panorama. Il primo piano osservativo è a 100 metri di altezza
e c'è un bar. Si vede già tutta Rotterdam e le zone circostanti, per cui faccio foto dalle vetrate e poi mi siedo per
prendere una bibita. Anche qui: come chiedo, la cameriera, forse delle Antille, mi dice che è tutto pieno: ridicolo,
ci sono molti tavoli vuoti. Faccio altre foto, poi mi siedo e ordino la bibita a un'altra cameriera, che me
la porta subito.
Salgo poi con le scale al piano subito sopra, che è aperto. Da qui la vista è spettacolare. Si vedono i tanti
grattacieli di Rotterdam, la zona portuale e il famoso ponte di Erasmo (Erasmusbrug). Verso
l'orizzonte nord si vedono addirittura i palazzi di Den Haag (L'Aia) e verso sud le propaggini
settentrionali del Belgio.
Da qui si può anche prendere l'Euroscoop, un ascensore circolare, che ruota intorno alla torre mentre sale.
Lo prendo e salgo fino alla cima della torre, a 185 metri da terra. L'addetto mi dice che nelle giornate
limpide da quell'altezza si intravede persino Amsterdam. Torno poi a terra, compro una t-shirt ricordo
nello shop e lascio l'Euromast.
Prendo un tram che mi porta vicino all'Erasmusbrug, poi un altro per attraversarlo e arrivare nel quartiere
Kop van Zuid. Mi pare che la guida ne parlasse bene, ma è una zona dispersiva e poco interessante, dove
fatico a trovare un ristorante, dove mangio pollo alla indonesiana e un dessert, con qualità sufficiente,
ma non eccezionale (e speriamo bene...). Prendo poi il tram n. 5 per tornare direttamente di fronte al mio hotel,
dove faccio finalmente il check-in, riprendo il trolley e salgo in stanza per la notte.
Al mattino faccio un'abbondante colazione in hotel (solo nelle colazioni c'è anche qualche formaggio
olandese), poi prendo un tram e vado a visitare la Laurentskerk, ovvero la chiesa di San Lorenzo, uno dei
pochi edifici sopravvissuti al bombardamento tedesco che rase al suolo tutta Rotterdam. La facciata è molto bella e
con un campanile altissimo, mentre l'interno (si paga il biglietto) è, come al solito, spoglio e deludente.
Raggiungo poi, attraversando anche uno dei pochi canali della città, il mercato centrale, il Markthal,
che è all'interno di un edificio dalla forma particolare, con una volta tutta coperta di affreschi. Attraverso
il mercato e faccio foto e video, poi mi fermo vicino all'uscita sul lato opposto, per pranzare in uno stand dove
una ragazza fa crocchette, uno dei pochi pasti originali olandesi. Mangio le crocchette, fritte davanti ai
miei occhi, e bevo birra, in uno dei pranzi più gustosi ed economici di tutto questo viaggio.
Finito il pranzo mi rendo conto che non manca molto alla partenza del traghetto che ho prenotato e il molo
non è molto vicino, per cui decido di prendere un Water Taxi. Proprio così, a Rotterdam ci sono le barche
taxi! In pochi minuti arrivo così vicino allo Erasmusbrug, al molo di partenza del traghetto.
Dopo circa un quarto d'ora arriva il Water Shuttle, la grande barca che conduce a varie cittadine intorno
a Rotterdam, quelle raggiungibili per via acquatica. La barca passa sotto lo Erasmusbrug e altri ponti, poi
attraversa l'immensa zona portuale e le zone periferiche della città, piene di edifici moderni e dalla
forma sempre originale. Dopo 30 minuti arrivo alla mia destinazione, Kinderdijk, il sito UNESCO dei
mulini a vento.
Arrivo nel centro accoglienza e compro una bottiglietta d'acqua, che mi viene fatta pagare la bellezza di
euro 4.50. Scoprirò poi che la ragazza l'aveva presa dal frigo del locale annesso, dove costava 4 euro
e me l'aveva venduta ricaricando sopra un altro mezzo euro. Da non credere!
Inizio il sentiero nella natura, con un canale su un lato e la vista di vari mulini. Arrivo ad uno
dei due mulini in cui si può entrare, che funziona come un piccolo museo. Posso così avvicinarmi e vedere le
enormi pale che girano, poi entrare nel mulino, salire nei tre piani interni attraverso scale di
legno ripidissime e vedere da vicino gli ingranaggi (tutti di legno) collegati alle pale. Ci sono anche le
piccole stanze al piano terra dove viveva la famiglia dei mugnai, nella stagione in cui si macinava il grano.
Prendo poi, davanti a questo mulino, la barca che fa il giro del canale e che mi riporta vicino al centro
accoglienza, evitandomi un'altra lunga camminata nel clima molto caldo e assolato di oggi. Lì aspetto un po'
e prendo un altro battello, che non fa fermate ma arriva fino alla fine della zona dei mulini. Nel percorso
faccio molte foto e video, davvero spettacolari. Tornato alla base, faccio una rapida visita al locale storico
delle pompe che regolano il livello dei canali, una tecnologia in cui gli olandesi sono all'avanguardia,
visto che la usano da vari secoli. Torno infine al traghetto e mi imbarco per il ritorno a Rotterdam.
Una volta in città, torno vicino al Markthal per vedere le case cubiche, le strane costruzioni
a forma di cubo e inclinate sugli spigoli. Davvero non so come facciano a vivere in una simile geometria...
Dovendo cenare, mi capita un ristorante pugliese, poi prendo la metropolitana e un tram
per tornare in hotel per la notte.
Al mattino mi alzo con calma e faccio colazione. Poi lascio l'hotel e prendo un tram per una
fermata, per arrivare alla stazione di Rotterdam Centraal. Anche questa volta non ho comprato il
biglietto, per cui appoggio semplicemente la mia carta di credito sul tornello di ingresso. Poi salgo sul
primo treno disponibile per Utrecht, dove arrivo dopo circa 40 minuti.
Passo la carta di credito nel tornello di uscita e cerco il mio hotel, con un percorso poco diretto, anche
perché questa stazione si trova in alto rispetto alla città. Lascio in deposito il trolley e inizio
l'esplorazione della città.
Utrecht è piena di canali, che sono in basso rispetto al livello delle strade, vecchi palazzi, viali
e viuzze e piazze bellissime. Per qualche motivo, si respira qui un'aria autenticamente olandese. Raggiungo
la piazza principale, dove si trova la cattedrale e la sua torre, che però è sull'altro lato della piazza.
La torre credo sia la più alta dell'Olanda e si può arrivare in cima, con centinaia di scalini (cosa che
evito di fare). Ma neanche la cattedrale si può visitare, perché la piazza è tutta occupata da una festa
universitaria per non so bene che ricorrenza. Ci sono molti studenti, alcuni su un autobus scoperto, e
fanno una caciara pazzesca. Altre persone, in giacca e cravatta o eleganti in modo sobriamente estroverso,
si identificano facilmente come i professori universitari. Percorro un po' comunque la piazza, faccio delle
foto e poi cerco un posto dove mangiare. Nel primo piccolo locale lungo un canale non mi filano proprio,
quindi esco e ne cerco un altro, dove c'è anche una comitiva di musicisti che suona a tavola. Soliti prezzi
alti e cibo striminzito, un altro pranzo da dimenticare...
Dopo pranzo torno nella piazza, quando ormai la festa è finita. Posso così entrare nella cattedrale e
visitarla. Ci sono vetrate a mosaico molto belle e maestose colonne, ma ovviamente per il resto è molto
spoglia e austera.
Torno poi in hotel con una lunga passeggiata, entro nella mia stanza e riposo per un paio d'ore, perché
sto girando dal mattino e fa abbastanza caldo. Riposo un paio d'ore, poi esco per cenare e, non volendo
andare lontano, mangio una pizza in un vicino ristorante italiano. Poi rientro per la notte.
Oggi è il giorno della partenza, ma il volo di ritorno è questa sera, per cui posso
ancora visitare qualcosa. Ho chiesto all'hotel se posso fare il check-out ritardato alle ore 14 e me
l'hanno concesso gratis, per cui al mattino torno nella zona dei canali di Utrecht e faccio
un giro in barca del canali. Il giro dura un'ora ed è molto interessante, perché i canali sono belli,
la città è placida e c'è anche molto verde in varie zone. Incrociamo donne che vanno in canoa o
persone che tornano a casa con la loro imbarcazione. Chi conduce la barca spiega tutto ciò che vediamo, in
inglese, e alla fine torniamo al molo di partenza dalla direzione opposta alla partenza.
Mi ricordo solo allora che non ho visto due giardini famosi, entrambi nei pressi della cattedrale,
per cui ci arrivo a piedi e li visito, facendo varie foto e video.
Ormai posso dire conclusa la visita di Utrecht, per cui cerco solo un posto dove pranzare, poi torno in
hotel verso le 13.30 e poco dopo faccio il check-out.
Avendo molto tempo da perdere, mi fermo in un bar, prendo un caffè e uso il computer per scrivere il diario
di viaggio di ieri e di oggi. Poi entro nella stazione e passo altro tempo in uno Starbucks, dopo aver
visto per un po' nei pressi un torneo di mini basket femminile. Uso finalmente i tornelli e aspetto le
ore 17 per prendere un treno per l'aeroporto di Schiphol. Ma sbaglio treno, non è quello che
arriva in 30 minuti, ma uno che fa un giro più lungo e più fermate, per cui impiego più di un'ora.
Ma non è un problema, visto che il volo è alle 20.35. Una volta in aeroporto, dopo le 18, faccio subito
il check-in al desk della KLM e consegno il bagaglio da stiva. Cerco poi il gate di partenza, con
tutta calma, ma lo trovo deserto. Scopro quasi per caso che hanno cambiato il gate, per cui chiedo ad un
addetto dell'aeroporto, che consulta una tabella e mi dice qual è il nuovo gate. Da notare che non c'era
altrimenti nessuna indicazione, il che non è il massimo dell'efficienza...
Nel nuovo gate è pieno di italiani che stanno tornando a casa dall'Olanda. Annunciano che il volo partirà
con 30 minuti di ritardo... Un italiano cerca di convincermi che quello è l'aereo per Copenhagen e che
quello per Roma partirà dopo, il che è del tutto falso. Ma i tipi strambi devo incontrarli tutti io?
Alla fine l'aereo parte con quasi un'ora e mezza di ritardo, alle 21.55, decolla verso le 22.15 e
atterra a Fiumicino poco prima di mezzanotte.
Per fortuna per i bagagli non ci vuole molto e verso le 0.20 ho il mio trolley. A quest'ora l'unica cosa
da fare è prendere un taxi, che mi costa ben 70 euro per tornare a casa mia a Roma. Dopo l'una
di notte sono a casa e verso l'una e mezza posso finalmente dormire nel mio letto.
È stato un viaggio molto interessante, in un paese europeo che va sicuramente visto almeno una volta. I punti di forza dell'Olanda, sono sicuramente i musei, i canali, i paesaggi ed i mulini a vento, mentre i lati peggiori sono il cibo e l'atteggiamento che hanno verso i viaggiatori dall'aspetto mediterraneo. Ma vediamo punto per punto.
L'unica cosa economica che troverete in Olanda sono i treni. Il paese è piccolo e
i percorsi non sono mai lunghissimi. Ad esempio per andare dall'aeroporto di Schiphol ad Amsterdam bastano
15 minuti e si spendono, se ricordo bene, circa 3 euro. Con 9 euro si va da Amsterdam a Den Haag, ecc. Inoltre
non serve acquistare il biglietto, basta passare una carta di credito sul tornello di ingresso nella stazione
di partenza e poi di nuovo nel tornello di uscita nella stazione di arrivo.
Invece i trasporti urbani sono relativamente cari. Anche qui basta usare la carta di credito, in ingresso
e uscita, ma ogni corsa costerà dai 2 ai 3 euro e più, a seconda dei casi. I tram sono molto usati e c'è
la metropolitana nelle città più grandi e gli autobus in quelle più piccole.
Le biciclette sono onnipresenti e viaggiano sempre nelle piste ciclabili, presenti quasi dappertutto.
A Rotterdam ho persino assistito ad un vero e proprio ingorgo di biciclette, in un punto in cui si
incrociavano varie piste ciclabili...
In Olanda si usano quasi esclusivamente i pagamenti elettronici, persino per un caffè al
bar. Mi ero portato un po' di contanti, ma non sono riuscito a spendere quasi nulla, quindi non pensate di
andare in Olanda senza portarvi una carta di credito o debito, rischiereste di morire di fame 🙂
Gli olandesi si approfittano molto dei turisti e l'acqua spesso costa più della birra. Una bottiglia d'acqua
da mezzo litro la troverete a 1,50 euro nei supermercati, ma arriva anche oltre 4 euro nei luoghi turistici.
È una vergogna, ma la situazione è questa.
Sostanzialmente bisogna essere consapevoli del fatto che gli olandesi sono molto traffichini, sicuramente
meno onesti degli altri popoli del centro-nord Europa che ho visto finora. Possiamo tranquillamente
definirli gli italiani del nord Europa, quindi bisogna sempre stare attenti alle fregature.
I musei olandesi sono bellissimi, soprattutto per la pittura del XVII secolo, ma è bene prenotare sempre
in anticipo. La cosa migliore è andare sul sito del museo e comprare il biglietto online, indicando data
e ora della visita. Basterà poi mostrare all'ingresso il codice QR ricevuto via mail. Purtroppo i
biglietti dei musei non sono economici, vanno tutti dai 20 ai 30 euro, anche se in genere i minorenni
entrano gratis.
L'unico museo che non consiglio è il Depot del Boijmans van Beuningen, a Rotterdam,
che costa molto e non offre quasi nulla, meglio limitarsi a fotografare l'originale struttura dall'esterno.
Invece assolutamente da non perdere il Rijksmuseum e il Van Gogh Museum ad Amsterdam e il
Mauritshuis a Den Haag.
Altra esperienza da non perdere è un giro dei canali in barca, ad Amsterdam e anche a Utrecht, che è
una città davvero incantevole.
E naturalmente vanno visti i mulini a vento. Ce ne sono in varie zone ed io ho visto quelli del
sito UNESCO di Kinderdijk, a mezz'ora di barca da Rotterdam. Si può comprare il biglietto online,
questa volta neanche troppo costoso, che comprende andata e ritorno in traghetto, la visita del mulino-museo
e i viaggi sulle barche che percorrono i canali della zona dei mulini.
Ecco il punto più dolente dell'Olanda. Fare un pranzo o una cena degni di questo nome è
quasi impossibile. In genere di spendono dai 30 ai 45 euro per un pasto striminzito e dalla qualità davvero
minima. Una vera cucina olandese di fatto non esiste, limitandosi a pesce panato e fritto fin troppo,
le bitterballen (come le nostre olive ascolane, ma più grandi e senza oliva) e le crocchette.
Inoltre, incredibilmente, non servono mai i formaggi olandesi.
Ecco spiegato perché le città olandesi abbondano di ristoranti italiani, cinesi, indonesiani, spagnoli
ecc. In genere evito i ristoranti italiani, ma questa volta due o tre volte ci sono stato, solo per evitare
la solita fregatura olandese.
Bisogna poi dire che spesso le persone sole e dall'aspetto mediterraneo, come sono io, non sono trattate
molto bene. In molti luoghi, persino nel ristorante di un museo, sembrava che si sforzassero a portarmi le cose,
dimenticavano le posate, un caffè dopo 20 minuti, facevano finta di non sapere l'inglese, tavoli pieni quando
è tutto vuoto, ecc.
In genere gli olandesi sono cordiali e accoglienti, ma alcuni luoghi sembrano pervasi da un sottile spirito
nazionalista e in questi casi mi sono sentito totalmente a disagio, tanto da non farmi desiderare un secondo
viaggio in questo paese. Per ora un viaggio basta e avanza, graaaaag...