Questa pagina contiene il diario del mio viaggio in Giappone di aprile 2026
2026年4月の日本旅行日記
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Il primo giorno del viaggio ha riguardato solo il volo verso il Giappone. Ho raggiunto l'aeroporto di Fiumicino con ampio
anticipo e mi sono imbarcato sul volo diretto Roma - Tokyo della ITA Airways. Un po' buffa la questione dei posti: avevo
un biglietto di classe economy ed ho fatto online la richiesta dell'upgrade in classe premium economy. Mi hanno
detto che non c'erano posti e mi hanno offerto la scelta del posto a 72 euro. Siccome avevo un volo di coincidenza a Tokyo, mi
conveniva avere un posto non tanto dietro e così ho accettato.
Ma quando sono arrivato al gate mi hanno cambiato la carta di imbarco e mi hanno detto che mi avevano offerto un upgrade
gratuito in classe premium economy. Ero molto contento, mentre gli altri passeggeri mi guardavano con invidia...
Quando sono arrivato a Tokyo ho verificato i movimenti della carta ed ho scoperto che la ITA Airways si era intascata sia i
72 euro per la scelta del posto, sia i soldi per l'upgrade in premium economy. Altro che gratuito!
Il volo comunque è andato bene. All'inizio il cielo era sereno e c'era una vista spettacolare sul Gran Sasso, poi quasi sempre nuvole.
Arrivando a Tokyo il cielo era di nuovo sereno e si poteva vedere il Monte Fuji in tutta la sua maestosa
bellezza. Dopo l'arrivo ho completato in modo molto più rapido dell'anno scorso le procedure doganali e di immigrazione. Avevo eseguito
online alcune pratiche ed avevo quindi un codice QR da mostrare, ma mi è sembrato che anche l'aeroporto abbia reso tutte le pratiche
più rapide. Dopo aver ritirato i bagagli, li ho consegnati al check-in della All Nippon Airways (ANA) e mi sono spostato in un
altro terminale dell'aeroporto di Haneda, dove mi sono imbarcato su un volo per Miyazaki, nell'estremo sud del Giappone,
punto di inizio del mio percorso ferroviario di risalita del paese.
Arrivato a Miyazaki sono andato in hotel, ho cenato e sono andato a letto, cercando di adattarmi al nuovo fuso orario.
Al mattino dopo colazione mi sento piuttosto stanco e decido di fare un controllo medico. Sono solo a 10.000 km
da casa e con un possibile problema, per cui ho francamente molta paura. Vado all'ospedale universitario della città e per fortuna
i controlli dicono che non sto poi così male, così posso continuare il viaggio.
Purtroppo però il tempo perso oggi non mi ha consentito di visitare il santuario shintoista di Miyazaki, né di raggiungere la
vicina isola di Aoshima. Cerco invece di riposare e prepararmi al viaggio del giorno dopo.
Al mattino prendo un treno che mi porta da Miyazaki a Kagoshima. La città è molto grande e moderna e anche ben organizzata. La zona della stazione, che in Giappone è sempre quella più pregiata, è piena di grattacieli, tanto da farla sembrare una piccola Tokyo. Vado nella zona di Tenmonkan, piena di negozi, ristoranti, locali di karaoke e street food. Ed è qui che ceno, in questa città che sembra molto viva. Noto subito che, diversamente dall'Italia, il Giappone non ha grandi differenze economiche tra le varie regioni. Certo, qualche differenza ci sarà, ma di poca grandezza.
Inizio al mattino l'esplorazione di Kagoshima con una visita al Museo della Restaurazione Meiji. Per
una curiosa concidenza storica, il Giappone si unificò più o meno negli stessi anni in cui lo faceva l'Italia (1860-1870) e la
scintilla iniziale furono una serie di ribellioni avvenute qui a Kagoshima, ad opera di Saigo Takamori.
Questo museo è dedicato quindi proprio alla figura di Takamori ed alla ricostruzione degli eventi che portarono alla unificazione
del Giappone in un unico stato moderno. C'era anche una sala dove uno spettacolo di figure animate, molto ben fatto, permetteva di
vivere quasi in diretta i vari episodi dell'epopea di Takamori.
Ho poi usato un tram per raggiungere la zona del porto ed ho mangiato un bel ramen ricostituente, in un piccolo ristorante
attiguo alla partenza dei traghetti per il vulcano Sakurajima.
Questo vulcano visto dalla città sembra quasi il Vesuvio ed è sicuramente per questo motivo che Kagoshima è gemellata
con Napoli ed una delle sue vie principali si chiama Napori-Dori, cioè Viale Napoli.
Ma nel comportamento questo vulcano sembra più simile all'Etna, con eruzioni frequenti e in genere poco pericolose,
ma che a volte possono diventare molto distruttive, come nel 1914 e nel 1955. Per questo sia sull'isola (che smise di essere
tale dopo l'eruzione del 1914), sia nella stessa Kagoshima, sono stati costruiti rifugi dove porre al riparo la popolazione dalla
pioggia di lapilli di una grande eruzione.
La cosa incredibile è che quando sto per partire con il traghetto, il vulcano Sakurajima sta eruttando!, rendendo le foto
che faccio qui decisamente spettacolari. In 10 minuti sono a Sakurajima e qui prendo il bus che fa il giro turistico del vulcano,
con una fermata in un punto panoramico a circa 300 metri di quota. Più in su non si va, penso più che altro per motivi di sicurezza.
Torno poi in basso, visito alcuni negozi di souvenir e prendo di nuovo il traghetto per tornare a Kagoshima.
A poca distanza dal terminal dei traghetti c'è l'Acquario di Kagoshima e così vado a visitarlo. È molto grande e ben
organizzato e, visto che è sabato, è pieno di famiglie in visita.
Torno poi in centro, ceno, e torno in hotel per la notte.
Oggi ho lasciato Kagoshima. Con un treno ad alta velocità (shinkansen) ho raggiunto in meno di 2 ore la città
di Fukuoka, che si trova nella parte più settentrionale dell'isola di Kyushu.
Dopo aver lasciato il trolley in deposito in albergo, sono subito andato a visitare il Parco Ohori, raggiunto con poche
fermate di metropolitana. Tralasciando per ora il lago, ho visitato la zona delle rovine dell'antico castello. Il tempo
era abbastanza buono e quindi, essendo anche domenica, il parco era pieno di gente, soprattutto famiglie che facevano picnic
sull'erba. Alcuni teli erano enormi e popolati da interi alberi genealogici, dai nonni ai nipotini più piccoli.
Ai limiti del parco ho visto dall'alto dei campi di calcio dove erano in corso delle partite tra ragazzi. Gli sport più
diffusi in Giappone sono il sumo ed il baseball, ma il calcio sta prendendo piede, tanto che la nazionale
giapponese parteciperà ai prossimi campionati mondiali, cosa che la nazionale italiana non è riuscita a fare...
Nel pomeriggio sono tornato nei pressi della stazione di Hakata (un nome che spesso sostituisce addirittura quello della
città, nei riferimenti e nelle indicazioni), sono entrato nella mia stanza in hotel, ho riposato un po' e più tardi sono
uscito per cenare nei pressi, in un ristorante specializzato in sushi. Quello che non mi aspettavo è che c'era
davvero una montagna di ottimo pesce crudo da mangiare, unito a riso bianco altrettanto abbondante, per una
bellissima cena da ricordare.
A metà mattinata ho raggiunto il Kushida-jinja, il santuario scintoista più noto della città,
dedicato ad Amaterasu, dea del sole, ed a suo fratello Susanoo, dio delle tempeste. Il santuario non è
enorme ma più grande del previsto e comprende vari templi e persino un piccolo tunnel di torii rossi.
Mi sono poi spostato nel vicino centro commerciale di Canal City, formato da vari edifici connessi, con anche
un laghetto interno dove a certe ore le fontane si muovono al ritmo della musica. Ci sono molti negozi con prodotti occidentali,
con i più grandi marchi internazionali, compresi quelli della moda italiana. In alcune zone ci sono vari ristoranti ed
è qui che ho pranzato, scoprendo solo all'interno che si trattava di un ristorante coreano. Nessun problema e anzi
cibo buono e grande gentilezza.
Ho poi proseguito la visita di Canal City, davvero enorme, e verso sera sono tornato nell'hotel ed ho cenato questa volta
in una simpatica izakaya, con un ramen caldo, buono e sostanzioso.
Oggi è stata una giornata molto piovosa e quindi mi sono mosso un po' solo nei pressi della stazione,
visitando negozi nelle gallerie coperte e quindi protette dalla pioggia.
Nel pomeriggio ho raggiunto la Fukuoka Tower, una spettacolare torre illuminata di blu che si trova nella zona
nordovest della città, vicino al mare. Nella torre non c'è quasi nulla (avevo pensato di cenare qui, ma non è stato
possibile), ma è bello salire sulla cima e vedere da lì il panorama. Certo, c'era la pioggia, ma è stato comunque
bello osservare la città e la costa dalla cima della torre.
Sono poi tornato vicino l'hotel ed ho cenato questa volta a base di tempura, leggeri fritti di mare, uniti
all'immancabile riso bianco.
Da notare che inizialmente avevo previsto solo 2 giorni per Fukuoka, di cui uno per visitare la vicina Dazaifu, ma
dopo la modifica del viaggio per renderlo più tranquillo, sono rimasto qui per ben 5 giorni, visitando tutto
il possibile ed ovviamente andando anche a Dazaifu.
Anche se i siti memorabili non sono molti, Fukuoka è comunque una città molto vivace, grande e moderna. Ha più o meno
gli stessi abitanti di Milano e con le città vicine forma un'area metropolitana che ha quasi gli abitanti di Roma.
Questa mattina, nonostante il tempo ancora abbastanza piovoso, ho preso un treno che in circa 30
minuti mi ha portato a Dazaifu. Questa cittadina è nota soprattutto per ospitare il Dazaifu Tenmangu,
un santuario dedicato a Sugawara no Michizane, uno studioso, poeta e politico del IX secolo, che è da
molti secoli venerato nello scintoismo come il protettore della cultura e dello studio, con il nome di Tenjin.
Probabilmente proprio per questo motivo, il santuario era pieno di comitive di studenti, specie delle superiori,
qui venuti per chiedere a Tenjin il successo negli studi e negli esami scolastici.
Il santuario è ampio e con molti templi, oltre ad affascinanti percorsi tra laghetti, ponti in legno e stagni pieni
di ninfee. Ho visitato lì accanto il Museo del Santuario, non molto grande ma decisamente interessante, poi
mi sono fermato nella via principale, piena di negozi di ogni genere, per pranzare in un ristorante.
Nel pomeriggio ho raggiunto con una breve passeggiata il Museo Nazionale del Kyushu, che è uno dei più
grandi musei esistenti in Giappone. Bisogna ricordare che il Giappone preistorico era abitato da varie popolazioni
di origine siberiana e che gli attuali giapponesi arrivarono dalla Polinesia e abitarono inizialmente proprio le
regioni più occidentali, proprio qui, nel Kyushu, dove sono stati trovati i reperti più antichi della civiltà
giapponese. Il museo è ospitato in un edificio moderno e ben organizzato, anche se posto nel bel mezzo di una vera
e propria foresta. Visitarlo ha richiesto un po' di tempo, che considero assolutamente ben speso, perché si
impara davvero molto sulla storia del Giappone.
Verso sera una nuova passeggiata verso la stazione di Dazaifu, dove ho preso un treno (anzi due, bisognava cambiare),
per tornare ad Hakata e al mio hotel. La cena di stasera è stata con pollo fritto alla giapponese, ma con contorno di
patatine...
Oggi il tempo era decisamente migliorato e c'era il sole. Ne ho quindi approfittato per tornare nel
Parco Ohori, per visitare questa volta la zona del lago, che è circondato da una bella via con panchine,
dove si può fare una lunga passeggiata, ed anche attraversato da un percorso di ponti e di piccole isole.
Ovviamente ho attraversato il lago passando nelle varie isole, una occasione per fare delle foto molto belle alla
natura ed anche ai paesaggi urbani.
A fine mattinata volevo pranzare presto per continuare poi le visite ed ho adocchiato un locale specializzato
in okonomiyaki, il modo giapponese di fare una frittata. Mi siedo e vedo una offerta speciale,
che però inzia 5 minuti dopo. Quando scelgo l'offerta speciale, la proprietaria, che gestisce il locale insieme al marito,
mi dice che mancano 5 minuti e che devo aspettare fuori... Mi siedo fuori su uno sgabbello, ma entro 30 secondi capisco
che non è il caso di assecondare questi due cafoni forse anche un po' xenofobi, così mi alzo e me ne vado, in cerca di
un altro ristorante.
Vado in uno di pesce, dove mi aspetta una sorpresa: il cuoco pesca un pesce da un acquario ben visibile, lo uccide
sul bancone con una specie di spillo, lo affetta per benino e lo serve crudo, con salse e contorni vari... E va bene,
anche il pranzo di oggi è andato.
Non lontano c'è il Museo della Scienza di Fukuoka. Per quanto questi musei si assomiglino un po' tutti, decido
di visitarlo. È molto interessante e mi colpiscono certe proiezioni tridimensionali di alcuni insetti, davvero molto
realistiche. Ad una certa ora c'è anche uno spettacolo a tema astronomico nel planetario, che si trova sul
piano più alto del museo. Così vedo anche questo interessante documentario che si avvale degli strumenti del planetario
e che è in gran parte ascoltabile anche nella traduzione inglese, grazie a delle apposite cuffie wireless.
Dopo il museo passo un po' di tempo in una grande libreria, con annesso caffè Starbucks, dove molti giovani
prendono caffè e gelati, lavorando intanto al computer o studiando sui libri universitari. Ho preso un bel
gelato e guardato con interesse gli immensi scaffali pieni di libri di ogni genere, compresi interi settori dedicati
ai fumetti, i famosi manga.
Tornato vicino la stazione, la cena di stasera è proprio un gustoso okonomiyaki, quello che avevo
saltato a pranzo per colpa dei cafoni.
Oggi ho lasciato Fukuoka ed ho raggiunto in poco tempo, con lo shinkansen, la città di Hiroshima.
Una volta lasciato in deposito il trolley nel mio bellissimo albergo, praticamente interno alla stazione ferroviaria,
ho preso un autobus ed ho raggiunto il Parco della Pace. Anzi, la fermata era a poche decine di metri
dalla Cupola della Bomba Atomica, chiamata anche Memoriale della Pace. Questo edificio era la sede di una
esposizione commerciale della prefettura (provincia) di Hiroshima e, anche se situato ad appena 150 metri dall'ipocentro
dell'esplosione atomica, rimase in qualche modo in piedi, mentre tutti coloro che erano all'interno morirono
all'istante. Nel dopoguerra si decise di lasciare l'edificio nello stato in cui era, come monito contro la guerra
e contro l'uso delle armi atomiche.
Il resto della città fu ricostruito e oggi Hiroshima è una città grande e moderna che ha 1,2 milioni di abitanti e dove
il livello delle radiazioni è pari a quello di ogni altra città del Giappone e del mondo.
Dopo l'impressionante passaggio vicino alla Cupola, sono entrato nel Parco della Pace, dove sono presenti vari
monumenti. Uno è dedicato ai bambini uccisi dall'atomica, poi c'è una pesante campana che i visitatori sono invitati
a far suonare e un grande mausoleo che contiene circa 200 libri, con l'elenco di tutte le vittime identificate
dell'esplosione atomica.
Ma la cosa più interessante da visitare è sicuramente il Museo della Pace. È interamente dedicato alla
tragedia della bomba atomica e contiene ad esempio fotografie di come era la città prima dell'esplosione e poi reperti
di vario genere, nonché il racconto di ciò che accadde a varie persone specifiche, cosa che fa passare dal mondo dei numeri,
in qualche modo sempre aridi, a quello degli esseri umani. Dire che questa visita mi ha commosso è poco. Ho visto anche le
reazioni degli altri visitatori: si inizia vivaci e pieni di interesse, per divenire sempre più tristi e cupi ed uscire
totalmente ammutoliti.
Ho preso poi un autobus e sono tornato in stazione per entrare nella mia stanza d'hotel e riposare un po'. La sera ho
cenato nel ristorante a buffet dell'hotel, dove oltre a tanti cibi giapponesi c'era anche della ottima pasta italiana
al forno, che ho assaggiato, preso da un po' di nostalgia di casa.
Al mattino ho preso un treno dalla stazione di Hiroshima ed ho raggiunto in circa 30 minuti
la stazione di Miyajimaguchi, vicina al porto dei traghetti che portano all'isola di Miyajima. Mi sono
imbarcato sul traghetto Japan Rail ed in circa 15 minuti sono arrivato sull'isola.
Questo luogo è famoso soprattutto per ospitare il santuario di Itsukushima, un importante luogo di culto
scintoista, che è costruito su palafitte, in riva al mare. E nelle vicinanze del santuario si erge in mare
il famoso torii rosso del santuario. I torii sono i tipici portali di ingresso dei templi, ma questo ha
la particolarità di essere costruito nel mare. In realtà quando c'è la bassa marea il torii diventa raggiungibile
a piedi e questo spiega il modo con cui è stato costruito, molti secoli fa.
Il santuario era pieno di fedeli e di turisti ed era anche in corso una cerimonia religiosa, a cui ho in parte assistito,
facendo foto e video. Questo è probabilmente il luogo più affascinante che ho visitato in questo viaggio ed ho davvero
cercato di assorbire il più possibile l'atmosfera del luogo.
Dopo la visita ho ripercorso la via che dal porto conduceva qui, piena di negozi e ristoranti, e mi sono fermato per
un pranzo a base di ostriche (però cotte, non crude...).
Dopo aver mangiato con calma e riposato un po', ho deciso di prendere il bus gratuito che portava alla base della funivia
del monte Misen. Sono quindi entrato in una cabina molto piccola, da 6 posti appena, dove si poteva stare solo
seduti. Con un percorso davvero spettacolare (e non adatto a chi soffre di vertigini), sono arrivato in pochi minuti ad
una stazione intermedia. Qui si proseguiva con una seconda funivia, questa fatta da cabine grandi e spaziose, da forse 15
posti ognuna, fino alla stazione in cima al monte.
O meglio, non era esattamente la cima, ma un punto panoramico, con un piccolo padiglione, delle panchine ed una vista
spettacolare sulla baia di Hiroshima e sul mare di Seto, che separa le isole di Honshu e Shikoku, a sua volta pieno di
tante piccole isole. Per proseguire fino alla cima vera e propria del Misen si doveva salire a piedi per 30 minuti (per me forse
45 o 60...) e un cartello avvertiva, anche in inglese, sulla presenza di serpenti velenosi e vespe velenose!
Ovviamente gran parte dei turisti si è fermata in questo punto panoramico e così ho fatto anche io, facendo foto e video e
chiedendo ad altri turisti di scattarmi delle foto con il mio cellulare.
Dopo un po' di tempo quassù, con tempo bello e soleggiato, ho ripreso le due funivie e sono tornato alla stazione di base.
Poi con una passeggiata in discesa sono arrivato di nuovo vicino al mare.
Ho comprato in un negozio i dolcetti tipici di qui, i Momiji Manju (sfoglie a forma di foglia d'acero, ripiene di
confettura di fagioli dolci) e li ho assaggiati, prima di riprendere il traghetto fino a Miyajimaguchi. Poi il treno mi
ha riportato alla stazione di Hiroshima ed al mio hotel. Per cena ho voluto variare ed ho assaggiato gli yakitori,
spiedini di carne cotti alla brace.
Oggi ho preso un treno shinkansen, da Hiroshima a Kyōto. Ero stato qui già l'anno scorso, ma
c'erano molte cose rimaste da vedere.
Arrivato in città, ho lasciato in deposito il trolley nell'elegante hotel vicino la stazione e poi sono andato a pranzo
nei pressi. Nel pomeriggio sono entrato nella mia stanza in hotel ed ho più che altro riposato un po', anche perché
il tempo è piovoso.
Verso sera sono uscito per una bella cena in uno dei tanti locali disponibili nelle gallerie sotterranee presenti
vicino la stazione. Ho anche dato un'occhiata ai tanti negozi, tra cui Yodobashi Camera, pieno di oggetti
tecnologici a prezzi abbastanza convenienti, rispetto all'Italia. Essendo da sempre un appassionato di tecnologia,
è stato come per un goloso entrare in una pasticceria...
Sono infine tornato in hotel per la notte.
Al mattino, dopo l'abbondante e buona colazione in hotel, ho preso un autobus per raggiungere
i quartieri della zona nordovest di Kyōto. Per prima cosa ho visitato il Ryōan-ji, che è un tempio
buddista zen. Si trova qui il famoso Giardino Zen, fatto di sabbia e contenente 15 pietre, poste in una
disposizione di cui nessuno conosce il significato e che invita alla meditazione.
Ho visitato il giardino e fatto foto e video, poi ho attraversato con calma il grande parco che circonda il tempio,
con anche un lago, molta vegetazione rigogliosa e vari piccoli templi minori. Il tempo oggi è abbastanza buono
ed è stato quindi molto bello passare del tempo in questo parco.
Uscito dal Ryōan-ji, ho raggiunto a piedi il non lontano tempio Ninna-ji. È molto grande e comprende
varie pagode, viali e templi. C'è anche una bellissima pagoda a cinque piani e, non essendoci grandi folle,
c'era un'atmosfera di grande pace e tranquillità.
Alla fine della visita ho fatto uno spuntino in uno dei banconi di street food che erano presenti all'interno
del Ninna-ji. Poi ho preso un autobus per tornare nella zona della stazione e al mio hotel.
Nel pomeriggio ho preso un altro autobus, per poche fermate, per raggiungere il tempio Nishi Hongan-ji.
C'erano pochissimi visitatori e così ho potuto videre con calma i vari padiglioni e pagode del tempio.
Sono poi tornato a piedi verso la stazione, anche per attraversare dei nuovi quartieri, e mi sono fermato
in una izakaya per cena, per tornare poi in hotel per la notte.
Questa mattina sono arrivato, con un breve percorso in autobus, presso il Tō-ji,
un tempio buddista.
C'è una prima zona con un tempio ed i fedeli che vanno a pregare, ma proprio davanti c'è un mercatino
dell'usato, con moltissime bancarelle piene di merci d ogni genere, anche se soprattutto vestiario. Non so
se questo mercatino c'è solo oggi oppure ogni giorno, ma è ampio e c'è una vera e propria folla che lo attraversa
in ogni direzione.
Proprio accanto sulla strada c'è un alro ingresso, dove si entra con il pagamento di una piccola somma, che porta
ad un'altra zona, dove c'è una pagoda a cinque piani ed un ampio giardino. Qui non c'erano molte persone
e quasi tutti erano turisti come me, anche se per lo più giapponesi o comunque asiatici.
Finita la visita del tempio, mi sono spostato in autobus nella zona del mercato di Nishiki, per trovare
un negozio specifico che fa bacchette personalizzate, con il nome inciso sopra, da regalare ad alcuni
miei parenti. Naturalmente, essendo anche ora di pranzo, ho pranzato in una izakaya del mercato ed anche
assaggiato un po' di street food, soprattutto di mare, venduto in vari stand.
Più tardi sono tornato in hotel e poi sono uscito per cenare, ma prima sono tornato nel negozio Yodobashi
Camera ed ho comprato un orologio da polso Seiko. È un piccolo sfizio che mi sono concesso, visto
che avevo adocchiato questo orologio anche in Italia e qui, mostrando il passaporto per far togliere il
10% di IVA locale, l'ho pagato la metà che in Italia. Non costa molto, ma ha la caratteristica di essere un
orologio automatico, quindi non richiede batterie per funzionare, e poi ha le lancette per due fusi orari, l'ideale
per i viaggi. Un bel ricordino del Giappone...
Al mattino ho lasciato il mio hotel e mi sono spostato in un altro hotel di Kyōto, a poche
centinaia di metri. Il secondo hotel era quello che avevo prenotato inizialmente, poi avevo aggiunto il primo,
dopo la modifica del percorso del viaggio. Il nuovo hotel si trova proprio sotto la Kyōto Tower, a cui
dà accesso con biglietto scontato. Dopo lo spostamento ed il trolley in deposito, per prima cosa sono quindi
salito sulla Kyōto Tower, da cui si gode un panorama molto ampio su tutta la città, ed ho fatto varie
foto e video.
Sono poi sceso nel piano interrato dell'edificio, pieno di ristoranti, ed ho pranzato in uno di questi.
Dopo pranzo sono entrato nella vicina, e immensa, stazione di Kyōto ed ho preso il treno diretto a Nara,
per scendere però ad una delle prime fermate, quella di Inari, ancora dentro Kyōto.
Proprio davanti alla stazione appare il primo torii del santuario Fushimi Inari, uno dei più importanti
della città.
Il percorso all'ingresso non è breve ed in leggera salita. C'è molta gente e vari templi iniziano ad apparire,
fino ad arrivare al famoso percorso dei mille torii. Ci sono infatti letteralmente migliaia di torii messi
uno dopo l'altro a formare una specie di tunnel, che sale pian piano e poi torna a scendere, con un percorso
quasi ad anello. Ma chi vuole può anche fare un percorso molto più lungo, che sale lungo il pendio della montagna.
Inutile dire che anche qui ho fatto molte foto e video, mentre per i selfie ho fatto spesso ricorso alla
gentilezza degli altri turisti, che mi hanno fatto bellissime foto. Ricordo ad esempio due ragazze cinesi,
ben attrezzate e palesemente appassionate di fotografia, che mi hanno fatto un vero e proprio servizio
fotografico 😊
Finita la visita del santuario, ho bevuto una buonissima spremuta di arancia e limone, fatta al momento in uno stand,
poi ho ripreso il treno per il centro di Kyōto e sono andato a cena, questa volta a base di yakitori,
spiedini di carne cotti sulla griglia.
Questa mattina il cielo è coperto e piove leggermente. Nonostante ciò, ho preso un paio di autobus
per raggiungere la zona nordest di Kyōto e visitare il Gingaku-ji, un tempio buddista noto anche come
Padiglione d'Argento.
Il tempio è immerso in un bosco e comprende anche un laghetto con giardino giapponese e varie pagode secondarie.
Poi, salendo su una scalinata, si arriva alla parte superiore, da cui c'è un bel panorama sia su tutto il complesso
sacro che su una parte della città di Kyōto.
Ho visitato il tempio con ombrello sempre aperto, per la pioggia, ma forse questa atmosfera nebbiosa ha reso le
viste ancora più affascinanti, quasi magiche.
Ho preso poi un altro autobus e sono arrivato in una delle zone centrali della città, alla ricerca di uno specifico
ristorante, che serve il famoso manzo di Kobe. È una carne che proviene solo dalla provincia di Hyogo,
quella della città di Kobe, dove gli animali sono allevati seguendo delle norme specifiche di alimentazione
naturale. È considerata la carne più pregiata al mondo e consumarla ha un certo costo.
Mi sono seduto al bancone, non lontano da una famiglia asiatica di quattro persone, ed ho avuto la soddisfazione di
vedere lo chef che cucinava di fronte a me, prima un antipasto, poi un piccolo sushi con riso, per arrivare poi
alla carne cotta sulla piastra ardente e servita con un contorno di vegetali. Niente da dire: carne buonissima e che
quasi si scioglieva in bocca.
Il conto ovviamente è stato salato, ma il prezzo era noto prima di iniziare. Per dare un'idea delle proporzioni, con
il cambio odierno in Giappone un pasto completo in ristorante, con carne o pesce (o entrambi), riso, uova, bibita
e salse varie, costa in genere da 10 a 12 euro, mentre per il manzo di Kobe ho speso circa 150 euro. Ne è valsa
la pena? Non lo so, ma per una volta si può fare, sù...
Dopo pranzo ho passeggiato un po' per negozi, poi sono tornato in hotel.
La cena è stata elegante, con riso, sushi, tofu, salse e birra analcolica... per circa 11 euro!
Al mattino, dopo colazione, ho lasciato l'hotel di Kyōto ed ho preso un treno shinkansen per
Tōkyō, dove sono arrivato a tarda mattinata.
Ho raggiunto il mio hotel e lasciato il trolley in deposito, poi ho cercato un ristorante nei pressi ed ho pranzato.
Dopo pranzo ho preso la metropolitana e poi, con una breve passeggiata, ho raggiunto la Tōkyō Tower.
È una torre costruita esattamente come la Tour Eiffel di Parigi, ma di colore rosso e di qualche metro più alta.
Con un ascensore si può salire al primo livello ed ammirare il panorama, poi si sale con un altro ascensore e si arriva
molto vicino alla cima della torre, da dove la vista si estende fino a distanze molto grandi e si vede tutta la città.
Tornato in basso, sono arrivato con un autobus nel quartiere di Ginza, che è uno dei più eleganti della città.
Ho visitato vari negozi e centri commerciali, tra cui il palazzo della Seiko, dove erano in mostra orologi
raffinati e costosissimi.
Mi sono poi avvicinato al Teatro Kabukiza, che è uno dei locali storici in cui si fanno spettacoli di
teatro Kabuki. La sera prima avevo acquistato online un biglietto "singolo atto" per oggi e così verso le ore
16 entro nel teatro, mostrando il codice QR sul telefonino. Sono in una zona della galleria con buona visuale e
vicino a me ci sono almeno altri 4 italiani.
Il teatro kabuki nacque nel XV secolo ad opera di compagnie composste da sole donne. Nei decenni seguenti ad un
certo punto la recitazione fu vietata alle donne e da allora il kabuki ha solo attori uomini, che interpretano
anche le parti femminili, cosa facilitata dalle maschere rigide che vengono usate in scena.
Verso le 16.30 inizia lo spettacolo, che comprende anche qualche scena di danza ed è davvero molto interessante.
La storia riguarda una vicenda di amore contrastato in una corte nobiliare di Edo, il nome che avea
Tōkyō prima di diventare la capitale del Giappone.
Dopo la fine dello spettacolo scambio qualche opinione con un tizio di Verona che siede alla mia destra e poi
esco, prendo la metropolitana per una sola fermata, arrivo nel mio hotel e prendo possesso della mia stanza.
Più tardi esco per cenare nei pressi e torno in hotel per la notte.
Al mattino prendo la linea Yamanote, la linea circolare della JR che è uno dei mezzi
più usati dagli abitanti di Tōkyō, ed arrivo nel quartiere di Ueno, dove vado a vedere il
Museo Nazionale di Tōkyō.
È un museo davvero molto vasto e ci sono almeno due edifici da visitare. Il primo riguarda la storia del
Giappone ed il secondo è dedicato al resto dell'Asia. C'è voluta più di qualche ora per visitarli
entrambi, tempo ben speso perché i reperti presenti vanno dalla preistoria fino agli ultimi secoli e consentono
di capire davvero molto sulla storia di questo paese.
Alla fine della visita ho pranzato nel ristorante del museo, ospitato in un padiglione tra i due edifici
principali. Ho speso poco e mangiato bene, meglio di quanto si potesse prevedere per un locale di questo genere.
È ormai pomeriggio inoltrato e raggiungo, sempre con la Yamanote, il quartiere di Akihabara, che è
noto come "la città elettrica", per i tanti negozi di elettronica, ed anche come il quartiere dei manga,
degli anime e del cosplay (persone che si vestono come i personaggi di fumetti, film e cartoni animati).
In effetti è stato davvero pittoresco passeggiare per questi ampi viali, pieni di gente e con negozi di ogni genere
ad ogni angolo.
Verso sera sono tornato vicino il mio hotel, ho cenato nei pressi, poi ho preparato con cura il trolley e lo zaino
per il viaggio di ritorno a casa di domani.
Ho lasciato al mattino il mio hotel di Tōkyō, davvero molto bello anche se abbastanza
costoso, e sono entrato nella stazione centrale. Mi sono ricordato solo in quel momento di non avere ancora spedito
le ultime cartoline, quindi ho dovuto chiedere e usare il navigatore, per localizzare un ufficio postale, dalla
parte opposta della stazione. Raggiuntolo, ho spedito le cartoline nella buca delle lettere, poi sono rientrato
in stazione.
Ho preso la solita linea Yamanote fino alla stazione di Hamamatsucho, dove sono passato sulla
linea Monorail, che porta in circa 15 minuti all'aeroporto di Haneda. Avevo sovrastimato i tempi di
percorrenza, per cui all'arrivo il check-in della ITA Airways non era ancora aperto. Ho comprato un gelato e
mi sono seduto, in paziente attesa.
Tornato al check-in, c'era già una fila lunghissima, ma avevo chiesto l'upgrade in business class.
Mi dicono che la business è al completo, ma il fatto di aver chiesto l'upgrade mi fa almeno saltare la lunghissima
fila, con un check-in molto rapido (e tutto gratis).
Ai controlli rilevano qualcosa nel mio zaino: ho una confezione di crema solare (usata pochissimo e solo nel Kyushu)
da 150 ml, contro i max 100 ml permessi. Non ci avevo proprio pensato e me la sequestrano: poco male.
Atttendo poi pazientemente l'imbarco e verso le 12.40 l'aereo decolla per l'Italia. Il viaggio è lunghissimo, ma
abbastanza comodo anche in classe economy, per cui alla fine sono contento di aver risparmiato tutti quei soldi...
Atterriamo a Roma dopo 14 ore e 50 minuti di volo. Qui sono le ore 20.30 ma per me che vengo dal Giappone
sono le 3.30 di notte: la stanchezza si fa sentire. Il ritiro dei bagagli è questa volta abbastanza rapido, poi prendo
un treno per la stazione Tiburtina. Qui doveva aspettarmi una mia nipote, che però alla fine ha detto che non poteva
passare, per cui prendo un taxi fino a casa.
Con il rientro nel mio appartamento ha così avuto fine il viaggio in Giappone di quest'anno, lungo e affascinante,
anche se questa volta con qualche piccola complicazione.
Molti consigli utili per un viaggio in Giappone potete trovarli nel diario del viaggio del 2025, per cui inserirò qui solo brevi note ulteriori o piccole variazioni che ho trovato rispetto all'anno scorso.
Questa linea, con il suo volo diretto Roma-Tokyo, rimane ancora il modo più comodo per raggiungere
il Giappone ed i livelli di servizio sono abbastanza buoni.
Rilevo solo che dovrebbero avere maggiore trasparenza e tempestività nel gestire le richieste di upgrade, nonché
evitare prese in giro tipo "le abbiamo concesso un upgrade gratuito", quando non era affatto gratuito.
Anche quest'anno, pur avendo un nuovo telefonino che supporta le e-sim, ho attivato l'opzione Passmondo di TIM. Questa volta la "Passmondo medium", che mi ha dato ben 25 GB di traffico internet (per 30 euro), più che abbastanza per le mie 3 settimane in Giappone.
Questa volta ho avuto poco tempo a Tokyo, avendo un volo di coincidenza, per cui non ho fatto file per
comprare la Welcome Suica. Ho risolto una volta arrivato a Miyazaki, comprando una carta Nimoca. C'è rimasto
qualcosa sopra, poco, ma la carta ha una validità di 10 anni e quindi la potrò riutilizzare in caso di nuovo viaggio.
Questa volta sono bastati circa 13.000 yen per tutti i 19 giorni di viaggio sui trasporti locali.
Anche questa volta, calcolando il costo dei vari viaggi, ho trovato non conveniente acquistare il
Japan Rail Pass. Ma ho trovato conveniente acquistare due differenti pass regionali, ognuno da 7 giorni.
Il primo è lo All Kyushu Rail Pass, valido per tutta l'isola di Kyushu. Il secondo è il JR West Setouchi
Area Pass, che copre da Fukuoka a Kyoto, compresa la parte nord dell'isola di Shikoku.
Ho acquistato questi due pass online, prima della partenza. Per quello del Kyushu ho potuto usare la mia carta di credito,
senza problemi, mentre per quello di JR West è risultato impossibile, a differenza dell'anno scorso. Forse è cambiata la
loro policy, ma ho risolto acquistando con la app Klook, che consente di prenotare più o meno qualsiasi cosa
sia prenotabile nel mondo. Stesso sistema per acquistare il biglietto singolo Kyoto-Tokyo, sempre per JR West, con
l'ulteriore vantaggio di poter entrare in treno con la scansione di un codice QR sul telefonino, senza file.
Purtroppo durante il viaggio ho dovuto semplificare il percorso e ridurre il numero d città visitate, per cui ho
usato molto meno del previsto questi due pass, andandoci più o meno alla pari. Con il percorso iniziale, il risparmio
era considerevole, quindi tenete d'occhio i pass regionali per i vostri viaggi.
Google Maps: navigazione e spostamenti, anche in autobus / metro
Google Lens: traduzione visiva delle scritte ed insegne, in quasiasi lingua
WhatsApp: messaggi
Tabelog: ricerca ristoranti
Agoda: prenotazione alberghi
Google Mail (o altro): posta elettronica
ITA Airways: viaggi aerei
Klook: prenotazione biglietti ed eventi
ITA Airways (volo)
Agoda (prenotazione alberghi)
Tabelog (ricerca ristoranti)
Klook (acquisto biglietti trasporti ed eventi)
Isola del Kyushu (guida ufficiale)
Città di Miyazaki
Città di Kagoshima
Prefettura di Fukuoka
Santuario di Dazaifu
Città di Hiroshima
Isola di Miyajima
Kyoto City (guida ufficiale)
JR Kyushu (biglietti e pass ferroviari)
JR West (biglietti e pass ferroviari)
Mappa metro Tokyo (PDF scaricabile e stampabile)
Guida Lonely Planet su Amazon (guida turistica)